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Tafsir: Ar-Rum 30:60

30:60
فاصبر ان وعد الله حق ولا يستخفنك الذين لا يوقنون ٦٠
فَٱصْبِرْ إِنَّ وَعْدَ ٱللَّهِ حَقٌّۭ ۖ وَلَا يَسْتَخِفَّنَّكَ ٱلَّذِينَ لَا يُوقِنُونَ ٦٠
فَٱصۡبِرۡ
إِنَّ
وَعۡدَ
ٱللَّهِ
حَقّٞۖ
وَلَا
يَسۡتَخِفَّنَّكَ
ٱلَّذِينَ
لَا
يُوقِنُونَ
٦٠
Sopporta dunque con pazienza [o Muhammad]. La promessa di Allah è veritiera e non ti rendano leggero 1coloro che non hanno certezza.   2 La sconfitta di cui parla il secondo versetto della sura è quella che i Bizantini subirono in Palestina nel d.C. Eraclio, imperatore romano d’Oriente, deciso a contrastare l’azione espansionista dei Persiani, si scontrò con l’armata sassanide nei presi del Quds (Gerusalemme). Il suo esercito fu sbaragliato. I Persiani occuparono la Siria e l’Egitto, saccheggiarono le chiese e si impadronirono delle più significative reliquie della cristianità. Riferisce il Tabarì che l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) si dispiacque della sconfitta dei cristiani, mentre i coreisciti idolatri ne furono entusiasti. In questo contesto, la rivelazione che annunciava la futura rivincita dei Bizantini suscitò accese discussioni e Abù Bakr diede un’ulteriore prova della sua fede scommettendo cento cammelli sulla sua veridicità. Nel Eraclio sconfisse i Persiani e cinque anni più tardi combattè e vinse la battaglia definitiva in Iraq, nei pressi della città di Mossul. In base all’armistizio che fu siglato in seguito, ottenne la restituzione delle reliquie trafugate, tra le quali la croce sulla quale i cristiani ritenevano fosse stato ucciso Gesù. 3 A proposito di queste lettere, vedi Appendice 4 «tra meno di dieci anni»: abbiamo tradotto con questa espressione il termine «bid’i» che indica un numero compreso tra tre e dieci. 5 La maggior parte degli uomini hanno una conoscenza solo superficiale dell’esistenza. Le categorie in base alle quali stabiliscono la loro scala di valori e di conseguenza i loro comportamenti, tengono conto solo dell’apparenza (che è effimera), della materia (che è caduca), dello spazio e del tempo (che sono finiti). Oggi, nella cultura cosiddetta «occidentale», vediamo l’uomo investire un’enorme quantità di energie e di risorse per dare di sé un’immagine, per acquisire una pletora di oggetti per lo più inutili, per raggiungere in un dato ambiente e in un dato periodo posizioni di prestigio e di potere. Tutto ciò nell’oblio quasi totale della spiritualità considerata, ormai dai più, una stravaganza, un’anticaglia o un retaggio mentale dei popoli sottosviluppati. L’anima, invece, è la parte più nobile dell’individuo, la sua immortalità è la caratteristica che più avvicina la creatura al suo Creatore (gloria a Lui l’Altissimo), soffocarla e renderla asfittica, trascurando l’adorazione e il ricordo di Allah sono prodromi della rovina della vita terrena e della vita eterna. 6 Questo versetto allude agli arabi contemporanei all’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) i quali erano per lo più pastori nomadi o seminomadi. La loro cultura e il loro stile di vita erano molto diversi da quelle di altri popoli e civiltà già scomparsi che avevano lasciato vestigia di grandi città e di costruzioni imponenti. 7 «saranno separati»: i credenti dai miscredenti. 8 Nei verss. e la raccomandazione del Ricordo di Allah in ogni momento della giornata. 9 Da un pugno di polvere al possesso di un intero pianeta. Una trasformazione che non può prescindere dalla volontà di un Creatore (gloria a Lui l’Altissimo). 10 «tenerezza»: il termine che abbiamo così tradotto è «rahma» che il più delle volte rendiamo con «compassione». La «rahma» proviene da Allah (gloria a Lui l’Altissimo) e fa sì che esista sulla terra ogni forma di amore, di misericordia, di simpatia. Abù Huray- ra disse: «Ho sentito l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) dire: “Allah Altissimo ha cento parti di misericordia, di cui una soltanto ha fatto scendere, distribuendola tra i dèmoni, gli uomini, le bestie ed i rettili: da essa nutrono vicendevole affetto; da essa traggono vicendevole compassione; per essa la fiera si volge amorosa al suo piccolo. Allah Altissimo ha riservato le altre novantanove parti di misericordia per usarne in favore dei Suoi servi nel Giorno della Resurrezione”» (Il Giardino dei Devoti, cit., p. 147). 11 «e dei vostri colori»: nel senso delle diverse razze che vivono sulla terra. 12 «…ricerca della Sua grazia»: con questa espressione il Santo Corano intende le attività rivolte a procacciarsi il sostentamento e i beni materiali. 13 «timore e brama»: il timore per il temporale e la brama per la pioggia che annuncia. 14 «si tengan ritti»: con questa espressione bisogna intendere che il cielo e la terra obbediscono alle leggi stabilite da Allah (gloria a Lui l’Altissimo) e non possono deviare da quelle. 15 Nessuna delle creature è in grado di sfuggire alla più piccola delle leggi che governano il cosmo, in questo senso «tutti Gli obbediscono». 16 I Nomi attraverso i quali Allah (gloria a Lui l’Altissimo) ci permette di conoscerLo, prendono in molti casi spunto dalle migliori qualità e caratteristiche presenti nell’uomo e nel mondo elevandole all’altezza della Sua Maestà. 17 Non c’è alcuna possibilità di confusione di ruoli tra il padrone e il servo che pur appartengono entrambi al genere umano e sono pertanto intrinsecamente simili. Come mai potrebbe esserci confusione tra Creatore (gloria a Lui l’Altissimo) e le creature. 18 «monoteista»: sincero credente. 19 «natura originaria che Allah ha connaturato…»: il Corano afferma la naturalità («fitra») dell’IsIàm. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: «Ogni bambino nasce musulmano, sono i suoi genitori che ne fanno un israelita, un cristiano o uno zoroastria- no (adoratori del fuoco)». Il versetto prosegue ribadendo il concetto «non c’è cambiamento nella creazione di Dio», infatti qualsiasi tentativo di stravolgere l’essenza della sottomissione dell’uomo al suo Creatore provoca disordine in questa vita e disperazione nell’altra. D’altro canto anche lo stravolgimento delle leggi naturali che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) ha stabilito per il creato sono foriere di mostruosità e disastri ecologici. 20 Non c’è ancora in questo versetto la proibizione della «ribà» (l’interesse sul denaro) che verrà poi inequivocabilmente nella sura ma c’è già la denuncia della sua negatività spirituale. Quest’altra possibilità di traduzione modificherebbe il soggetto e si rivolgerebbe a quelli che subiscono l’usura e non a quelli che ne traggono vantaggio: «L’interesse che versate per accrescere i beni altrui…». 21 Disastri morali ed ecologici sono il frutto della disobbedienza alle leggi di Dio (gloria a Lui l’Altissimo) e colpiscono tutti gli uomini. Il progresso materiale disgiunto dal timor di Dio mette nelle mani degli uomini terrificanti strumenti di distruzione dell’umanità stessa e del suo habitat. 22 «avrà preparato»: «una vita futura serena del Paradiso». 23 «ingrati»: dimenticando il fatto che precedentemente avevano avuto un bene. Altro significato: «rimarrebbero miscredenti». 24 «sottomessi»: muslim, sottomessi a Dio. 25 «di non essere rimasti che un’ora»; nelle loro tombe. 26 «non ti rendano leggero»: non facciano vacillare la tua fede, o Muhammad.
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Stai leggendo un tafsir per il gruppo di versi 30:55 a 31:3

After this, the falsehood and ignorance of the deniers of the Dooms Day is mentioned وَيَوْمَ تَقُومُ السَّاعَةُ يُقْسِمُ الْمُجْرِ‌مُونَ مَا لَبِثُوا غَيْرَ‌ سَاعَةٍ that is, ‘When the Dooms Day will come, these deniers of the Dooms Day will start swearing by losing senses after looking at the horrid scenes, that their stay was not more than one hour'. It is probable that the stay referred to here is the stay in this world, because they spent the time in this world in comfort and ease. And when they will encounter troubles in the Hereafter, they, by way of a natural habit of man to regard the comfortable period of his life very short, will swear that they lived in the world hardly for one hour.

The other probability is that this 'stay' is their stay in graves and barzakh. In that case, the meaning would be that they had thought that their stay in graves, that is barzakh, would be very long and the Dooms Day would come after a long period, but it would seem to them that they stayed in barzakh for a very short time, and the Day of Judgment dawned too early. The reason for this feeling is that they will not find any comfort for themselves in the Hereafter, rather it will bring nothing but problems for them. And it is human nature that when he is taken over by problems, he considers the time previously spent in comfort being very short-lived. Although the barzakh is also a place of punishment for the infidels, yet it is much lighter as compared to what they will come across in Qiyamah. Hence they will regard the period of barzakh as very short and swear that their stay in it was brief.

Would anyone be able to lie before Allah on the Day of Resurrection?

It is revealed in this verse that the infidels will lie on the Day of Resurrection in their swearing that they did not stay in the world or barzakh for more than an hour. It is also revealed in another verse that the disbelievers will say on oath that they were not disbelievers وَاللَّـهِ رَ‌بِّنَا مَا كُنَّا مُشْرِ‌كِينَ (By Allah, our Lord, we ascribed no partners to Allah - 6:23). What needs to be understood here is that it will be Allah's court on the Day of Resurrection, and He will allow all and sundry to say whatever one wishes to say, whether one lies or speaks the truth. Allah is All-Knowledgeable and is not dependent on any one to find out what is false and what is true. When any one will speak a lie, his mouth will be sealed, and his skin, hair and limbs will be asked to give evidence. They will relate the truth in full detail, after which the liar will be left with no excuse. The verse الْيَوْمَ نَخْتِمُ عَلَىٰ أَفْوَاهِهِمْ وَتُكَلِّمُنَا أَيْدِيهِمْ (Today We set a seal on their mouths, and their hands will speak to Us. - 36:65) means the same. Some other Qur'anic verses reveal that there will be different occasions for the appearance of human beings before Allah Ta’ ala on the Day of Resurrection. On one such occasion, no one will have the right to speak without permission from Allah Ta’ ala, and he will have to speak nothing but truth. It will not be possible for him to speak a lie, as stated in the verse لَّا يَتَكَلَّمُونَ إِلَّا مَنْ أَذِنَ لَهُ الرَّ‌حْمَـٰنُ وَقَالَ صَوَابًا (They shall speak not, save him to whom the All-Merciful has given leave, and who speaks aright - 78:38).

No one will be able to speak a lie in the grave

As against this, it is related in some authentic ahadith in regard to questions and answers in the grave that when it will be asked from the infidels ` who is your Lord?' and ` who is Muhammad?' they will answer ھَاہ ھَاہ لَا اَدرِی That is ` Alas! I do not know anything'. If it were possible to speak a lie, he would have said ` Allah is my Lord' and ` Muhammad is His Prophet ﷺ .' It looks rather strange that infidels are capable of speaking lies before Allah Ta’ ala, but not before the angels. But when it is looked at deeply, the explanation is simple, that is the angels neither have the knowledge of the unknown nor can they seek evidence from the limbs to confute the liar. If they had the capability of speaking lies before the angels, then all infidels and sinners would have been carefree about the torment of the grave. On the other hand, Allah Ta’ ala knows even the secrets of hearts, and also has the power to elicit evidence from the limbs and organs for exposing the liars. Therefore, allowing this freedom on the Day of Resurrection will not interfere with the rule of justice. وَاللہُ اَعلَم

Surah Ar-Rum was completed by grace of Allah on 28th of Dhulqa'dah, 1391 Hijrah.

Al-Hamdulillah

The Commentary on

Surah Ar-Rum

Ends here.