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18:110
قل انما انا بشر مثلكم يوحى الي انما الاهكم الاه واحد فمن كان يرجو لقاء ربه فليعمل عملا صالحا ولا يشرك بعبادة ربه احدا ١١٠
قُلْ إِنَّمَآ أَنَا۠ بَشَرٌۭ مِّثْلُكُمْ يُوحَىٰٓ إِلَىَّ أَنَّمَآ إِلَـٰهُكُمْ إِلَـٰهٌۭ وَٰحِدٌۭ ۖ فَمَن كَانَ يَرْجُوا۟ لِقَآءَ رَبِّهِۦ فَلْيَعْمَلْ عَمَلًۭا صَـٰلِحًۭا وَلَا يُشْرِكْ بِعِبَادَةِ رَبِّهِۦٓ أَحَدًۢا ١١٠
قُلۡ
إِنَّمَآ
أَنَا۠
بَشَرٞ
مِّثۡلُكُمۡ
يُوحَىٰٓ
إِلَيَّ
أَنَّمَآ
إِلَٰهُكُمۡ
إِلَٰهٞ
وَٰحِدٞۖ
فَمَن
كَانَ
يَرۡجُواْ
لِقَآءَ
رَبِّهِۦ
فَلۡيَعۡمَلۡ
عَمَلٗا
صَٰلِحٗا
وَلَا
يُشۡرِكۡ
بِعِبَادَةِ
رَبِّهِۦٓ
أَحَدَۢا
١١٠
Di’: «Non sono altro che un uomo come voi. Mi è stato rivelato che il vostro Dio è un Dio Unico. Chi spera di incontrare il suo Signore compia il bene e nell’adorazione non associ alcuno al suo Signore». 1 Questa sura, centrale rispetto al Corano, contiene tre storie di notevole spessore spirituale e concettuale: «i compagni della Caverna», «l’incontro di Mosè con al-Khidr», «la vicenda del Bicorne». E davvero meraviglioso il segno che l’Altissimo (gloria a Lui) ci illustra raccontandoci la storia dei giovani credenti. E un segno di rinuncia alle cose terrene che si realizza e si compie in due fasi successive. In un primo tempo i giovani abbandonarono la loro città e si ritirarono in una caverna per sfuggire alle persecuzioni di un tiranno pagano che voleva costringerli ad abiurare il loro credo. Volevano conservare la purezza della loro fede e si abbandonarono fiduciosi alla misericordia divina. Allah (gloria a Lui l’Altissimo) li fece addormentare per poi risvegliarli molto tempo dopo, quando le condizioni esterne erano cambiate: la gente riconosceva l’Unità di Allah ed era governata da un sovrano saggio e pio. Si erano realizzate le condizioni per una vita terrena accettabile al credente, ma ormai lo spirito dei giovani si era elevato al punto tale da renderli incompatibili alla miseria terrena e Colui Che ha esatta percezione di ogni cosa prese le loro anime e fece di loro un segno imperituro per tutti gli uomini. La seconda storia vede protagonisti Mosè e un servo dell’Altissimo (gloria a Lui) che l’esegesi identifica con al-Khidr. Una tradizione, riferita dal Bukhari, spiega le circostanze dell’incontro tra Mosè e Khidr che troviamo nei verss. 60-della sura. Riferì Ibn ‘Abbàs: «L’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) raccontò che Mosè stava tenendo un sermone alla sua gente quando uno degli astanti gli chiese chi fosse l’uomo più sapiente. Mosè rispose che era lui. Allah (gloria a Lui l’Altissimo) lo rimproverò per la sua compassione e per non aver ricordato che tutta la scienza appartiene a Lui e gli disse: “Invero alla confluenza dei due mari c’è uno dei Miei servitori che è più sapiente di te”. “Signore”, esclamò Mosè, “come potrò incontrarlo?” “Prendi un pesce”, rispose Allah, “mettilo in un cesto. Nel luogo in cui perderai il pesce troverai quell’uomo.” Mosè prese un pesce, lo mise in un cesto e partì con il suo giovane servo…». Questo episodio ha dato adito a molte interpretazioni. La sua collocazione centrale rispetto al Corano, la natura di Khidr e la sua conoscenza di realtà sottili e inevidenti, hanno suggerito importanti considerazioni a proposito della relatività della conoscenza umana, dell’umanità dei profeti, della necessità di un atteggiamento di umiltà totale di fronte alla potenza, alla scienza e alla volontà divina. Infine, i verss. 83-ci parlano del Bicorne, che la gran parte dei commentatori identificano con Alessandro il Macedone basandosi su un detto dell’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui), che disse: «…è il greco che fondò Alessandria» (Tabarì xvI, 8). Il Bicorne spazia tra gli estremi orizzonti terreni recando un messaggio di fede, di giustizia e di conoscenza e giunge ai limiti del mondo conosciuto, dove vivono Gog e Magog. In base ai dati tradizionali queste creature hanno caratteristiche subumane e sembrano rappresentare tutta l’animalità insita nell’individuo. Il Bicorne le imprigiona elevando un vallo di ferro ricoperto di rame, dietro il quale rimarranno confinate fino al giorno in cui, nei tempi ultimi, sciameranno da ogni declivio. Rimane da dire che l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) invitò i devoti a leggere la Sura della Caverna il venerdì, giorno della preghiera congregazionale, in quanto essa costituisce espiazione dei peccati meno gravi commessi tra un venerdì e l’altro, e disse: «Chi conosce a memoria [e recita] i primi dieci versetti della Sura della Caverna, si preserva dalla fitna, in questo caso aberrazione (vedi nota a II, del Dajjàl, l’Anticristo». Disse l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui): «Tra la creazione di Adamo e l’arrivo dell’Ultima Ora non vi è fatto più grave dell’apparizione del Dajjàl» (lo ha tramandato Müslim); e disse ancora: «Non c’è alcun profeta che non abbia messo in guardia la sua gente dall’impostore con un occhio solo, [il Dajjàl] ma il vostro Signore non ha un occhio solo. Sulla sua fronte ci sono le lettere K-F-R (lettere che formano il radicale che dà origine ai termini kufr, kâfir: miscredenza, miscredenti ecc.)» (lo hanno riferito al-Bukhari e Muslim). Un’altra redazione della stessa tradizione dice invece: «…gli ultimi dieci versetti». 2 «…Discorso»: in arabo «hadith»: discorso, racconto, in questo caso si riferisce al Corano stesso. 3 «compagni della caverna»: vedi nota introduttiva. 4 L’esegesi avanza diverse ipotesi a proposito del significato di «Ar-Raqìm», secondo quella più accreditata (in base all’interpretazione di Ibn ‘Abbàs), si tratterebbe del nome di un fiume nella vallata del quale si trovava la caverna. Tabarì (xv, afferma essere il nome di una scrittura posta sull’entrata della caverna; qualcuno ritiene invece che sia il nome del cane di cui al vers. 5 «quale delle due fazioni»: a proposito di queste due fazioni, l’esegesi non è unanime. Secondo alcuni si tratterebbe di un’allusione all’esistenza di due sette diverse di cristiani, una credeva nella Resurrezione del corpo e dell’anima, l’altra solo in quella dell’anima; altri ritengono che l’espressione si riferisca ai «Dormienti» e agli abitanti della città, altri ancora alla gente della città che si divise in due fazioni a proposito degli anni che i sette avevano passato nella caverna. 6 Abbiamo riferito, letteralmente, alla seconda persona plurale il discorso che i giovani si rivolgevano l’un altro. Si tratta di una costruzione sintattica araba. Cfr. la Sura di Giuseppe (pace su di lui) al vers. quando i fratelli complottano contro di lui. 7 «Avresti visto»: «se ci fossi stato o Muhammad avresti visto che Allah aveva voluto che il sole non penetrasse nella caverna e non la scaldasse troppo». 8 «Li giravamo…»: per rendere meno penoso il loro decubito, Tabarì xv, 9 II terrore che avrebbe preso chi li avesse scoperti fu una potente protezione che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) concesse ai Suoi devoti, affinché non fossero oggetto di alcuna molestia o ingiuria. 10 Gli esegeti che hanno proceduto al computo delle lettere che compongono il Corano hanno verificato che la parola «wa lyatalattaf» (che abbiamo tradotto: «che si comporti con gentilezza», è il centro esatto del Libro Santo. 11 I giovani parlano tra loro, a proposito dell’uso della seconda persona plurale vedi sopra nota al vers.12 «un santuario»: il termine arabo è «masjid» (luogo in cui si pratica il «sujùd», la prosternazione), la cui traduzione esatta è «moschea». Si è preferito il più generico termine «santuario» in quanto la moschea si identifica tradizionalmente con il luogo di culto della religione islamica. 13 Su istigazione dei rabbini i meccani insistettero a lungo sul numero dei dormienti. sulla loro postura nel sonno e su mille altri particolari. Allah (gloria a Lui L Altissimo), ordina al Suo Inviato (pace e benedizioni su di lui) di non raccogliere tali provocazioni. 14 «se Allah vuole»: la formula «in shà’ Allah» che i musulmani aggiungono ad ogni espressione che implichi una qualche progettualità, speranza o aspettativa, è stata oggetto di molte interpretazioni pseudoculturali e sociologiche sulla mentalità araba. In realtà essa è assolutamente islamica, coranica, come si può ben leggere in questo versetto. Significa l’assoluta consapevolezza del credente sul fatto che solo Allah (gloria a Lui l’Altissimo) è il Padrone della volontà e del futuro. 15 Trecento anni solari corrispondono a trecentonove anni lunari, infatti a ogni secolo di anni lunari vanno aggiunti tre anni per avere la concordanza con quelli solari. Si tratta solo di un’interpretazione possibile: infatti, l’inizio del versetto seguente, con la tipica formula dell’incertezza, lascia spazio al dubbio. 16 Tutto quanto non cade sotto il dominio dei nostri sensi, o non ci sia stato notificato da una Sacra Scrittura o una rivelazione profetica, fa parte del «ghayb», un termine che abbiamo tradotto anche con «l’invisibile, l’occulto» che appartiene ad Allah (gloria a Lui l’Altissimo) e solo a Lui. 17 A proposito dell’immutabilità della rivelazione coranica vedi anche nota a xv, 18 «non troverai»: secondo l’esegesi classica: «nel caso, o Muhammad, che non obbedirai ai Suoi ordini». 19 I meccani miscredenti avevano chiesto all’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) di lasciar perdere gli schiavi e la povera gente che lo seguiva e pregava con lui dicendo che «puzzavano». Lo invitavano a frequentarli, nelle loro belle case, partecipando a ricchi banchetti, in maniera da «discutere» con loro. Il versetto scese per dare a Muhammad un avvertimento chiaro ed inequivocabile. 20 La fede è una libera scelta dell’uomo o è un dono di Allah a coloro che la desiderano? Ma chi mette nel cuore il desiderio di fede se non Allah Stesso (gloria a Lui l’Altissimo)? I fautori del libero arbitrio hanno fatto di questo versetto uno dei punti di forza della loro speculazione dottrinale e filosofica, cui si oppongono quei pensatori islamici convinti assertori della predestinazione della grazia divina. Allah ne sa di più. 21 Pare che la metafora contenuta nei versetti che seguono sia rivolta in paricolare a quegli idolatri di cui abbiamo già parlato nella nota al vers. I beni materiali provengono da Allah e una condizione agiata non deve essere motivo di superbia e di disprezzo per i poveri. Ingratitudine e miscredenza sono intimamente legate l’una all’altra, anzi è la miscredenza che crea i presupposti dell’ingratitudine verso il Creatore, è l’ingratitudine a far ricadere l’uomo nella miscredenza. In arabo i due concetti sono espressi da nomi derivati dalla medesima radice K-F-R, avente il senso di «negazione». È infatti miscredente (kâfir) colui che nega le verità rivelate; ed ingrato (kafûr) colui che nega di rendere grazie al suo Signore. 22 L’Ora escatologica, quella della Resurrezione e del Giudizio. 23 «Così Allah ha voluto! Non c’è potenza se non in Allah!»: (ma sha’ Allah la quwwa- ta illa bi-Llah»), questa è un’altra delle formule che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) ci suggerisce per esprimere l’abbandono del credente alla Sua divina volontà. (Vedi anche nota al vers. 24). 24 «Le buone tracce»: le opere buone, materiali e morali compiute nella vita terrena. 25 Il muoversi delle montagne è uno dei prodigi del Giorno del Giudizio. Il Corano ne parla in altri tre brani, lii, Lxxviii, Lxxxi, 26 «il Registro»: l’annotazione della vita dell’uomo: tutte le sue azioni diligentemente registrate dai due angeli che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) ha destinato ad ognuno di noi. 27 A proposito della ribellione di Iblîs, vedi Appendice 28 «e tra loro»: tra i politeisti e i loro idoli, i loro «intercessori». 29 «quello che ha commesso»: lett. «quello che le sue mani gli hanno preparato». 30 «Quelle città»: il riferimento è alla città degli ‘Ad, dei Thamùd, a Sodoma e Gomorra ecc. che furono distrutte per l’empietà e la perversione dei loro abitanti. 31 Secondo la tradizione si tratta di Yushà’ ibn Nùn (Giosuè). A proposito dell’intera parabola (verss. 60-vedi nota 32 «la confluenza dei due mari»: molte e diverse le interpretazioni classiche a proposito di questa «confluenza». A prescindere dall’identificazione del luogo geografico, ci sembra che essa possa altresì essere intesa in senso allegorico. Si tratta infatti del punto di contatto tra la conoscenza assoluta di Allah (gloria a Lui l’Altissimo) e quella relativa dell’uomo. Vedi nota 33 «uno dei Nostri schiavi»: «‘abd min ‘ibâdinâ» con questa definizione Allah (gloria a Lui l’Altissimo) introduce la figura di quello che secondo tutta l’esegesi è «al-Khidr». (Vedi nota 1.) 34 «abbiamo voluto impedire»: abbiamo tradotto così «fakhashînâ», forma del verbo «khashiya» in base ad uno dei significati del verbo. Infatti, un altro significato darebbe il senso di «temevamo che…» il che ci pare un’incongruenza in quanto, come detto nel vers. Khidr agisce non di sua iniziativa ma per ordine di Allah, che tutto conosce e non teme alcunché. 35 Vedi nota 36 «seguì una via»: nel senso di: «seguì il percorso necessario per giungere al suo obiettivo». 37 «all’[estremo] occidente»: come più sotto (vers. si dovrebbe intendere come il luogo più occidentale (oppure orientale). 38 «giunse alle due barriere»: secondo i commentatori (Tabarì, Ibn Kathìr) si tratta di due montagne. 39 L’escatologia islamica afferma che Gog e Magog sono due popoli che avranno un ruolo nei tempi ultimi. La tradizione ce ne parla come creature mostruose, nemiche del genere umano a cui non appartengono. Tra i segni riferiti dall’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) a proposito della fine del mondo c’è appunto lo straripamento di Gog e Magog che saranno riusciti ad abbattere la barriera con cui il Bicorne riuscì a contenerli (vedi versetto successivo). La Sunna riferisce che una notte il Profeta (pace e benedizioni su di lui) si svegliò e disse: «Disgrazia sugli arabi! Hanno appena fatto un buco così (e indicò un cerchio con il pollice e l’indice) nella barriera di Gog e Magog». Sua moglie (che Allah sia soddisfatto di lei) chiese: «Periremo anche se tra noi ci saranno dei Santi?». Rispose: «Sarà più grande il numero degli iniqui». Cfr. Apocalisse xx, 40 «… è assai migliore»: la ricompensa per la quale il Bicorne agisce. 41 II Corano descrive la tecnica costruttiva che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) ispirò al Bicorne. Riempito il varco di minerale di ferro, lo fece fondere con l’aiuto di mantici aggiungendo poi rame fuso. 42 II pronome si riferisce a Gog e Magog. 43 «la promessa»: la venuta dell’Ora e il Giudizio.
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Commentary

The cause of the revelation of the last verse of Surah al-Kahf: وَلَا يُشْرِ‌كْ بِعِبَادَةِ رَ‌بِّهِ أَحَدًا (and must not associate anyone in the worship of his Lord - 110), as mentioned in Hadith reports, shows that shirk at this place means hidden shirk, that is, hypocrisy (رِیَاء : riy' ).

One such narration from Sayyidna ` Abdullah ibn ` Abbas ؓ has been reported by Imam Hakim in al-Mustadrak as being sound on the criterion set forth by the two authorities, al-Bukhari and Muslim. According to the narration, one of the Muslims used to carry out Jihad in the way of Allah. Side by side, he wished that his soldiering and bravery in the cause be recognized and appreciated by the people. This verse was revealed about him (which tells us that one gets no thawab (reward) by having such an intention in Jihad).

In Kitabul-Ikhlas, Ibn Abi Hatim and Ibn Abi al-Dunya have reported from Tawus that a Sahabi stated before the Holy Prophet ﷺ : 'There are occasions when I am ready to worship, or to do some righteous deed, my aim thereby is nothing but the pleasure of Allah. But, along with it, I do have the wish that people would see me doing it.' Hearing this, he observed silence until the cited verse was revealed.

And in Abu Nu'aym and in the history of Ibn ` Asakir, it appears on the authority of Sayyidna Ibn ` Abbas ؓ that whenever the Sahabi, Sayyidna Jundub ibn Zuhayr ؓ prayed, fasted or gave in charity and then saw people admiring him for doing those deeds, he felt pleased about it and would then increase the frequency of those deeds. There-upon, this verse was revealed.

The gist of narrations given above is that the shirk prohibited in this verse is the hidden shirk of showing off (riya' ). And that a deed may though be for Allah alone but, along with it, should it become associated with some selfish motive of name, fame and recognition, then, this too will be a kind of hidden shirk, something that makes one's deed go waste, even harmful.

However, there are some other Sahih Ahadith which apparently seem to indicate otherwise. For example, Tirmidhi reports from Sayyidna Abu Hurairah ؓ that he submitted before the Holy Prophet ﷺ : 'There are times when I am on my prayer mat inside my house (making Salah) and, all of a sudden, there comes someone. I like it that he saw me in that state. (Would that be riya'?) ' The Holy Prophet ﷺ said, '0 Abu Hurairah, may Allah have mercy on you. Then you get two rewards, one for the deed you were already doing in secret, and the other for what you did openly after the coming of that person. (This is no riya' ).'

And according to a narration of Sayyidna Abu Dharr al-Ghifari appearing in the Sahih of Muslim, the Holy Prophet ﷺ was asked, 'What do you say about a person who does some good deed, then hears people praising it?' The Holy Prophet ﷺ said, تِلکَ عَاجِلُ بُشرَی المُؤمِنِ : "This is instant good news for the believer." (that his deed was accepted with Allah and He had his servants praise it).

The apparent difference in these two kinds of narrations has been resolved and brought in agreement in Tafsir Mazhari. It says that the first kind of narrations about the cause of the revelation of the verse apply to a particular situation. This is when one associates his intention to please people or to earn a good name for himself along with the intention of seeking the pleasure of Allah through his deed to the extent that he further increases the frequency of that deed on being praised by people for it. This is, no doubt, hypocrisy (riya' ) and hidden shirk.

And the latter narrations, those from Tirmidhi and Muslim, concern another situation. This is when one has acted for the pleasure of Allah alone without any inclination of receiving publicity or praise for it and then Allah Ta’ ala, in His grace, gives him fame by making people praise him. If so, it has nothing to do with riya' (showing off). In fact, this is spontaneous good news for the believer (that his deed has found acceptance with Allah).

Riya' and its Evil Consequences: Stern Warnings of Hadith

Sayyidna Mahmud ibn Labid ؓ reports that the Holy Prophet ﷺ said, 'What I fear most about you is minor shirk.' The Sahabah ؓ asked: Ya Rasulallah, what is minor shirk?' He said, 'Riya" (to do something only to show people). (Reported by Ahmad in his Musnad)

After having reported this Hadith in Shu` ab-al-'Iman, Al-Baihaqi has also reported the remarks: 'On the day of Qiyamah, when Allah Ta’ ala will reward His servants for their deeds, He will ask the practitioners of riya' to go for their rewards to those they wanted to impress with their deeds and find out whether or not they have any for them.'

Sayyidna Abu Hurairah ؓ reports that the Holy Prophet ﷺ said, "Allah Ta` ala says 'I am free and above from associating with those associated with Me. Whoever does a good deed and then associates in it someone else with Me, then, I leave the entire deed for the one associated.' And, according to another narration, 'I withdraw from that deed making it exclusive for the person associated with me.' (Narrated by Muslim)

And Sayyidna ` Abdullah ibn ` Umar ؓ reports that he heard the Holy Prophet ﷺ saying, 'Whoever does a good deed to earn a fair name among people, then, Allah Ta’ ala too deals with him in a manner that he is disgraced before them.' (Narrated by Ahmad in Shu` ab-al-'Imn - from Tafsir Mazhari)

It appears in Tafsir al-Qurtubi that Sayyidna Hasan al-Basri (رح) was asked about ikhlas (unalloyed sincerity) and riya' (showing off). He said: Ikhlas requires that your good deeds remaining hidden should be what you like and the bad deeds remaining hidden should be what you do not like. After that, if Allah Ta’ ala discloses your deeds before the people, you should say, 'Ya Allah, all this is Your grace and favour, not the outcome of my deed and effort.'

And Tirmidhi reports from Sayyidna Abu Bakr ؓ that the Holy Prophet ﷺ once mentioned shirk by saying: ھُوَ فِیکُم اَخفٰی مِن دبِیبِ النَّمل (It is right there in you more stealthily than the soundless movement of an ant). Then, he added, 'I tell you something which, if you do, you will remain safe against all sorts of shirk, major or minor (riya' ). Make this prayer (dua three times every day:

اَللّٰھُمَّ اِنِّی اَعُوذُبِکِ اَن اُشرِکَ بِکَ وَ اَنَا اَعلَمُ وَاَستغفِرُکَ لِمَا لَا اَعلَمُ

0' Allah, I seek refuge with You lest I associate a partner with You while I know and I seek forgiveness from You for what I do not know.

Some Merits and Properties of Surah al-Kahf

Sayyidna Abu a1-Darda' ؓ reports that the Holy Prophet ﷺ said, "Whoever remembers to recite the first ten verses of Surah al-Kahf will remain safe against the fitnah (upheaval, trial) caused by Dajjal (anti-Christ). (Reported by Muslim, Ahmad, Abu Dawud and al-Nasa'i)

And Imam Ahmad, Muslim and al-Nasa'i have reported within this narration from Sayyidna Abu al-Darda' words to the effect that 'whoever remembers to recite the last ten verses of Surah al-Kahf will remain safe against the fitnah of Dajjal.'

And according to a narration of Sayyidna Anas ؓ ، the Holy Prophet ﷺ said, "Whoever recites the initial and the concluding verses of Surah al-Kahf will have light for him, from his feet up to his head. And whoever recites this Surah in full will have light for him, from the ground up to the sky." (Reported by Ibn al-Sunni, and Ahmad in his Musnad)

And as narrated by Sayyidna Abu Said ؓ ، the Holy Prophet ﷺ said, "Whoever recites Surah al-Kahf in full on the day of Jumu'ah will have light for him until the next Jumu'ah. (Reported and declared as Sahih by al-Hakim and al-Baihaqi in al-Da` awat - from Mazhari)

To Sayyidna ` Abdullah ibn ` Abbas ؓ someone said, 'I resolve in my heart to wake up in the later part of night and make Salah but sleep overtakes me.' Sayyidna ` Abdullah ibn ` Abbas ؓ said to him, 'recite the last verses of Surah al-Kahf - from: قُل لَّوْ كَانَ الْبَحْرُ‌ مِدَادًا (109) to the end of the Surah (110) - before you sleep. Then, the time you intend to wake up will be the time when Allah Ta’ a1a will wake you up.' (Reported by ath-Tha` alibi)

And according to the Musnad of al-Darimi, Zirr ibn Hubaish told ` Abdah, 'Anyone who sleeps after having recited these last verses will wake up at the time he or she intends to.' And ` Abdah says, 'we have tried this repeatedly. It happens just like that.'

An important word of advice

Ibn al-` Arabi quotes his Shaikh, Turtushi: 'Let not the hours of your dear life pass away confronting contemporaries and socializing with friends. Watch out! Allah Ta’ ala has concluded His statement on the following verse:

فَمَن كَانَ يَرْ‌جُو لِقَاءَ رَ‌بِّهِ فَلْيَعْمَلْ عَمَلًا صَالِحًا وَلَا يُشْرِ‌كْ بِعِبَادَةِ رَ‌بِّهِ أَحَدًا

So the one who hopes to meet his Lord must do righteous deed

and must not associate anyone in the worship of his Lord - 110 (Al-Qurtubi)

Alhamdulillah

The Commentary on

Surah al-Kahf

End here.

He has revealed to you ˹O Prophet˺ the Book in truth, confirming what came before it, as He revealed the Torah and the Gospel
— Dr. Mustafa Khattab, the Clear Quran
Notes placeholders
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