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Tafsir: Al-'Alaq 96:19

96:19
كلا لا تطعه واسجد واقترب ۩ ١٩
كَلَّا لَا تُطِعْهُ وَٱسْجُدْ وَٱقْتَرِب ۩ ١٩
كـَلَّا
لَا
تُطِعۡهُ
وَٱسۡجُدۡۤ
وَٱقۡتَرِب۩
١٩
No, non gli obbedire 1 , ma prosternati e avvicinati 2 . 3 Coi primi cinque versetti di questa sura inizia la rivelazione del Corano. Era l’anno durante Ramadan, nono mese del calendario lunare, Muhammad ibn Abdallah ibn Abdalmuttalib, della tribù dei Quraysh della Mecca (pace e benedizioni su di lui) si era ritirato in meditazione, in una grotta del monte Hirà, nelle vicinanze della città. In una delle ultime notti del mese, all’improvviso gli apparve una figura umana che gli disse: «Leggi!». Muhammad rispose: «Non so leggere», allora quello lo strinse fortissimamente e insistette: «Leggi!». Dopo che questo fatto si ripetè ancora una volta la creatura recitò i primi cinque versetti di questa sura affinché, come disse poi l’Inviato di Allah, «le parole fossero scolpite nel mio cuore». Sconvolto ed impaurito Muhammad fuggì dalla grotta correndo giù dalla montagna ma una voce risuonò prodigiosamente nell’oscurità della notte: «O Muhammad tu sei il Messaggero di Allah e io sono Gabriele». Egli alzò gli occhi e vide la forma angelica riempire tutto l’orizzonte. Allah (gloria a Lui l’Altissimo) aveva scelto il Suo Messaggero e da quel giorno, nell’arco di ventitré anni, fece scendere su di lui la rivelazione coranica; Muhammad la comunicò ai suoi discepoli, la dettò ai suoi segretari e oggi, dopo quattordici secoli, per Volontà dell’Altissimo, un miliardo e mezzo di musulmani sono beneficiari di questa Misericordia. 4 Secondo la tradizione (Tabari xxx, 253-il versetto e quelli che seguono si riferiscono ad Abu Jahl, un potente coreiscita che aveva giurato di uccidere l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) se avesse osato pregare nei pressi della Ka‘ba. 5 «… che rinneghi [i segni di Allah] e volga le spalle [al Suo Inviato].» 6 «Allah vede [tutto quello che fa]?» 7 «i guardiani»: gli angeli, custodi dell’Inferno. 8 «non gli obbedire»: non sottostare alle sue intimidazioni relativamente all’orazione (vedi nota 2). 9 «prosternati e avvicinati»: ad Allah. Questa è l’ultima «sajda» che si esegue nella recitazione del Corano. Vedi in Appendice l’elenco delle prosternazioni rituali.
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Verse [ 19] كَلَّا لَا تُطِعْهُ وَاسْجُدْ وَاقْتَرِ‌ب ۩ (No! never obey him, and bow down in sajdah { Prostration}, and come closer.) The Holy Prophet ﷺ is advised to ignore and disobey Abu Jahl when he stops him from praying. He is asked to be steadfast in prayer and prostration.

Acceptability of Supplication in the Posture of Prostration

It is recorded in Abu Dawud on the authority of Sayyidna Abu Hurairah ؓ that the Messenger of Allah ﷺ said: اقرب ما یکون العبد من ربّہٖ وھو ساجد فاکثروا الدعاء . (The closest that a servant can be to his Lord is when he is in prostration. Therefore, make abundant supplications [ while prostrating ]) Another authentic Tradition states: فانّہ قمن ان یستجاب لکم (...because it is fitting and proper that supplications be accepted in the state of prostration.)

Ruling

It is valid to supplicate in the supererogatory (nafi) salah while prostrating. In certain narrations, special words of the supplications are recorded from the Holy Prophet ﷺ . It is better to recite those transmitted prayers of the Holy Prophet ﷺ . There is no proof or evidence of such supplications in the prostration of obligatory salah, because the obligatory salah needs to be short.

Ruling

A prostration is compulsory for one who recites this verse and listens to it. A narration of Sayyidna Abu Hurairah ؓ states that the Messenger of Allah ﷺ used to prostrate when he recited this verse. Allah knows best!

Al-hamdulillah

The Commentary on

Surah Al-` Alaq

Ends here